Il Galles: dal nulla alla semifinale degli europei

Insieme all’Islanda si contende il titolo di sorpresa di questi europei, ma così come la piccola nazionale nordica il Galles è già nella storia del calcio, perchè dopo quindici edizioni in cui non era mai riuscito a staccare il biglietto per partecipare alla competizione, quest’anno si ritrova in semifinale, ad un passo dall’atto conclusivo con cui si assegna il titolo.

Nessuno avrebbe mai pensato possibile che una nazionale che nel corso degli ultimi 50 anni ha comunque prodotto alcuni giocatori di ottima fattura, ma che non ha mai ottenuto risultati a livello calcistico (unica soddisfazione prima di oggi era un quarto di finale nei mondiali del 1958), potesse ottenere un risultato simile. Ed invece la vittoria sul Belgio ha proiettato il Galles tra le quattro nazionali più forti d’Europa. Come è stato possibile questo exploit?

Bale e Ramsey: due stelle che giocano con la grinta di un mediano

Avere giocatori di classe rende tutto più semplice, ma a fare la differenza sono quei giocatori che ad un talento sopra la media abbinano la ferocia agonistica di chi invece non ha mezzi tecnici eccelsi e quindi deve sopperire in qualche modo.

Il Galles ha in Bale e Ramsey due fuoriclasse che stanno letteralmente trascinando la squadra, guidando gli attacchi e impegnandosi anche in fase difensiva. Il risultato sono partite dove le due stelle del Galles macinano chilometri, dando sicurezza al resto della squadra, che vedendo due campioni affermati come loro sacrificarsi in questo modo, hanno acquisito mano a mano consapevolezza e si battono fino all’ultimo.

Ed è anche per questo che la mancanza di Ramsey, che nella semifinale degli europei contro il Portogallo sarà squalificato, non spaventa i compagni e tutto l’ambiente: ormai l’idea che tutto sia possibile è entrata nella testa di ogni giocatore e quindi il Galles tutto corsa e fatica darà tutto anche contro il Portogallo.

Una squadra unita

Quello che si è visto finora in questi europei è un Galles molto unito e compatto. Questa unità è stata cementata da un evento tragico che ha segnato il calcio non solo gallese, ma internazionale nel novembre di cinque anni fa: il suicidio di Gary Speed, allora poco più che quarantenne e commissario tecnico della nazionale.Euro-2016

Molti giocatori che fanno parte della spedizione gallese agli europei erano già in quel periodo nel giro della nazionale: il contraccolpo psicologico per quella tragedia si fece sentire, perchè il Galles, che all’epoca era in piena corsa per qualificarsi al mondiale brasiliano e che venne affidato all’attuale commissario tecnico Coleman, subì un fortissimo contraccolpo psicologico e buttò via la qualificazione.
Chris Coleman, quando parla di quel periodo non ha problemi ad ammettere che la morte di Speed sconvolse a tal punto l’ambiente che lui inconsciamente cercò inizialmente di allenare seguendo pedissequamente la sua idea di calcio e non la propria.

La svolta è arrivata quando ha deciso di provare a mettere sul campo la propria idea di calcio e dopo un patto con lo zoccolo duro della nazionale: quello di cercare di onorare la memoria di Speed ripartendo da quanto di buono si era costruito prima di quella tragedia.

Ma l’unità del Galles, il suo essere una squadra dove tutti si aiutano, si percepisce anche dal fatto che la stragrande maggioranza dei giocatori impegnati oggi in campo potevano scegliere di indossare la maglia dell’Inghilterra: hanno scelto diversamente e questo ha cementato con il tempo l’amore per la maglia e la sinergia con i propri tifosi e la propria terra.

Un pizzico di fortuna nel sorteggio

Il detto secondo il quale “la fortuna aiuta gli audaci” ben si adatta all’avventura del Galles a questi europei, perchè arrivare primi nel proprio girone, addirittura davanti all’Inghilterra, ha permesso alla formazione di Coleman di finire nella parte del tabellone meno complicata, quella dove a detta di tutti si era formata una sorta di autostrada per il Belgio, che già tutti vedevano in finale.

Ed invece il Galles ha approfittato dell’occasione di doversi confrontare con squadre blasonate come Germania o Francia soltanto nell’eventuale finale e ha prima fatto fuori l’Irlanda del Nord e quindi proprio il Belgio.

Il tabellone ha quindi indubbiamente sorriso a Bale e compagni, ma la fortuna bisogna anche saperla sfruttare, perchè altrimenti risulta tutto inutile: proprio il Belgio insegna. Ora per il Galles c’è l’ostacolo Portogallo: i lusitani partono favoriti, ma il Galles visto finora potrebbe fare un altro miracolo.

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